25 rooms

Che cos’è una stanza e quali sono le stanze che hanno maggiormente influito sull’ambiente costruito? Si apre così il dibattito acceso dal New York Times tra Tom Delavan, direttore rubrica interior design di T Magazine, Gabriel Hendifar, direttore creativo dello studio di lighitng design Apparatus, l’architetto Toshiko Mori, l’architetto e designer Daniel Romualdez, la giornalista di design Suzanne Slesin e il fotografo Simon Watson. Al termine della riunione ne è emersa una lista di ambienti che, dalla preistoria ad oggi, hanno influito non solo sul nostro modo di vivere, ma sullo stesso modo in cui vediamo e concepiamo gli spazi, in termini di bellezza, originalità e proporzioni. In definitiva: le 25 stanze che hanno fatto evolvere e cambiare definitivamente il linguaggio visivo dell’uomo e che hanno influito sul modo in cui oggi progettiamo e concepiamo gli spazi interni. 25 stanze che nel corso della storia dell’architettura e dell’interior hanno lasciato un segno, così incisivo e sorprendente da diventare iconiche e d’ispirazione. Te ne mostro alcuni, quelli che mi hanno maggiormente trasmesso l’idea di casa, quindi di stanza.

Stonehenge, Wiltshire

Costruito tra il 3100 e il 1600 a. C. il sito neolitico di Stonehenge è il cromlech più famoso del mondo, composto da enormi megaliti. E’ una stanza speciale, perché il tetto è fatto dal cielo.

Pantheon, Roma 

Un’architettura che fonde la longitudinali greca e la centralità romana, costruito nel 27 a.C. da Agrippa e completato da Adriano 125 d.C., fu luogo di culto pagano, poi una chiesa cristiana e mausoleo di uomini illustri. Per secoli è rimasto un modello per le sue grandi qualità espressive e costruttive. Inoltre si narra che nonostante la cupola sia forata da un lucernario di quasi 9 metri di diametro, al suo interno non penetri l’acqua piovana. Sai il perché?

Sala lettura della Biblioteca Sainte-Geneviève, Parigi

Progettata dall’architetto Henri Labrouste e termina del 1851 offre una pianta libera grazie alla struttura puntiforme ottenuta con pilastri e arcate in ghisa, anticipando il pioniere dei grattacieli Luis Sullivan. Questa biblioteca è un perfetto connubio tra la tecnologia del ferro e il linguaggio neoclassico tradizionale.

Le Cabanon, Cap Martin

Una stanza progettata da Le Corbusier nel 1952  per la moglie Yvonne seguendo i principi del Modulor, esprime il massimo della funzionalità in uno spazio molto compatto. A metà tra una capanna di tronchi e un’alcova, senza la cucina, Le Cabanon si costituisce come un minimum architettonico irriducibile ed è stato d’ispirazione per generazioni di architetti per la sua grande armonia d’insieme nonostante le sue dimensioni molto ridotte.

Nancy Lancaster’s House, Londra

 

Questa stanza giallo burro, del 1958, è un elogio del disordine e del chintz, che sta anche tornando di moda grazie ai Grandmillennial. Espressione dello stile English Country, portato dagli Stati Uniti in Gran Bretagna negli anni Venti dalla designer Nancy Lancaster, dello studio di design Mayfair Colefax e Fowler. E’ il design che rimpiange le case delle piantagioni americane prima della guerra civile.

La suite di 2001: Odissea nello spazio, Stanley Kubrick

Un esempio di stanza rappresentativa arriva anche dal cinema: 2001 Odissea nello spazio, capolavoro di Stanley Kubrick. Grande simmetria, mobilio in stile Luigi XIV e statue neobarocche. Secondo Kubrick doveva essere così la stanza che una razza aliena avrebbe arredato per studiare un essere umano mettendolo a suo agio. Il risultato tuttavia è inquietante.

Tutte le foto Getty Images

In copertina il salone di Yves Saint Laurent a Parigi

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