Non c’è due senza tre – tra distorsioni e malintesi ottici

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A volte i nostri occhi ci giocano brutti scherzi!
Non vi è mai capitato di guardare un’immagine e di pensare “non capisco cosa, ma sono certo ci sia qualcosa che non torna…” e di scoprirlo solo avvicinandovi e guardando con più attenzione?
A me è successo con le opere di queste due artiste.
A loro piace “giocare” con le leggi della percezione visiva creando immagini ambigue, delle illusioni ottiche, dove il tridimensionale diventa bidimensionale.

Erin O’Keefe, su instagram @erinokeefeart , architetto e fotografa che lavora tra New York e New Brunswick – Canada.
Il suo lavoro artistico è concentrato sul malinteso e sulla distorsione che la fotografia crea traducendo un’immagine tridimensionale in bidimensionale.

Via albada-jelgersma.com

L’artista costruisce dei veri e propri “teatrini”, dei set, dei piccoli ambienti con blocchi di legno dipinti, vetri colorati, cartoncini, bacchette che vengono attentamente posizionati e fotografati da un punto di vista che riesce a rendere piatto quello che in realtà è un gruppo di oggetti tridimensionali. Le fotografie assomigliano a quadri dipinti. Guardando i suoi scatti è impossibile non pensare ad alcune opere di Josef Albers (i suoi celebri “Omaggio al quadrato”) o alle architetture impossibili di Escher.

Via erinokeefe.com

Anche Jessica Eaton su instagram @jessicaeat, fotografa canadese, costruisce fisicamente i soggetti che poi ritrae. Solidi, cubi e tronchi di piramidi bucati che colora in diverse tonalità di grigio. In questo caso è il punto di vista centrale ad appiattire il soggetto.

Via fionaackerman.com

Ma se l’oggetto ritratto è grigio, da dove vengono tutti quei colori che ammiriamo nei suoi scatti? Ecco, escono da un sapiente, ragionato e studiato posizionamento di filtri fotografici (rosso, verde e blu – RGB) davanti alle lenti dell’obiettivo. Scattando ripetutamente sullo stesso negativo ogni volta con filtri diversi, Jessica Eaton riesce a far emergere i colori (sintesi additiva della luce) e a creare un gioco cromatico vibrante e sorprendente.

Jessica Eaton, cfaal 709

Il titolo di queste fotografie è un acronimo “cfaal“, ossia Cubes for Albers and LeWitt, un chiaro omaggio a due artisti che hanno fatto del quadrato e del cubo il loro marchio di fabbrica.

In questo breve filmato potete scoprire qualcosa in più sul suo metodo di lavoro:

Jessica Eaton – That is Picture from Clark Ferguson on Vimeo.

Cosa dite? Anche a voi a un primo sguardo sembra tutto piatto?

In copertina immagini di Erin O’Keefe via artofchoice.club

Foto dell'autore

Daniele Brivio

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