Oh, Torino!

Se sarete a  Torino il 9 e 10 giugno (o se avete la fortuna di abitarci sempre), non potete perdervi, dopo il grande successo dello scorso anno, la seconda edizione di Open House con le consuete visite gratuite ad alcune location private e pubbliche normalmente non visitabili dal pubbliico.

Saranno più di centoquaranta le location visitabili, tra conferme dello scorso anno e new entries davvero imperdibili per gli amanti dell’architettura e del design torinese. Noi al cinquantotto ne abbiamo scelte due. Tutte le altre le trovate qui.

La prima proposta è una visita all’edificio chimato Nuvola e progettato da Cino Zucchi per Lavazza. Durante Open House si potrà visitare con un tour del tutto eccezionale che arriverà fino alla terrazza giardino raggiungendo spazi mai presentati prima al pubblico.

L’edificio, inaugurato ad Aprile è già diventato uno dei luoghi simbolo dell’architettura contemporanea torinese e ridisegna l’isolato compreso tra le vie Bologna, Pisa, Ancona e corso Palermo creando una nuova piazza aperta e modificando lo skyline della città.

Fotografia di Mauro Fontana

I materiali utilizzati per la costruzione spaziano tra vetrate alternate a pannelli metallici ed altri vetri trattati con serigrafie. Le paraste e i marcapiani metallici creano una griglia di elementi verticali e orizzontali, esterni al piano delle vetrate, che donano un diverso effetto di luci e ombre in base alla stagione e all’ora e contemporaneamente, contribuendo a schermare gli spazi interni dai raggi solari.

Si accede tramtite un grande atrio vetrato, caratterizzato da una copertura curva, collega il centro direzionale con il Museo Lavazza, la piazza verde, lo Store e la Centrale. Al suo interno spicca la scala principale (che Cino Zucchi ha  immaginato in onore di Carlo Mollino) che, sviluppandosi con andamento fluido lungo la parete dell’edificio, sale fino al terzo piano aprendosi in una grande terrazza con giardino pensile.

Fotografia zucchiarchitetti.com

Nel progetto sono stati inglobati altri edifici storici come l’ex centrale elettrica Enel costruita nel 1897 dall’ingegnere torinese Ermenegildo Perini per la Società Anonima Elettrica Alta Italia. L’ex centrale è stata completamente ristrutturata e ora ospita il Bistrot, realizzato in collaborazione con Slow Food, che ospita la mensa aziendale per i dipendenti ed accessibile anche al pubblico.

Fotografia di Andrea Martiradonna

Inoltre, durante l’esecuzione, sono stati scoperti, nell’angolo tra corso Palermo e via Ancona, i resti di una chiesa funeraria risalente ai primi secoli del Cristianesimo e sviluppata a sua volta sopra le strutture di una precedente necropoli. Il sito archeologico sarà visitabili un paio di volte all’anno, in accordo con la Soprintendenza per i Beni archeologici, e sempre visibile attraverso una «finestra» sulla piazza centrale.

Foto di Andrea Guermani

Il prossimo otto giugno inaugurerà inoltre il risotrante Condividere, di Ferran Adrià dove le portate verranno servite al centro del tavolo, per appunto condividere in maniera informale l’alta cucina d’autore dello chef Federico Zanasi, immersi in un’atmosfera scenografica creata dal più volte premio Oscar Dante Ferretti

Foto Dissapore

La nostra seconda proposta è la visita al grattacielo progettato per Banca Intesa San Paolo da Renzo Piano che, benché sia un edificio ormai ben radicato nello skyline della città, per quest’edizione di Open House offrirà ai visitatori un punto di vista eccezionale dal luogo più alto della città: la serra bioclimatica a centrocinquanta metri di altezza

Foto Intesa San Paolo

Passeggiare nella serra è un’emozione unica. Immaginatevi. Camminare tra lavanda, eucalipti, mirto; sentire i loro profumi e ammirare i loro colori, che cambiano a seconda dell’ora della giornata e delle stagioni, in un panorama di vetri, terrazze, passerelle intorno alle pareti esterne dell’edificio.

Il tutto a 35 piani di altezza mentre si gode un panorama mozzafiato sulla città che spazia fino alla Valle di Susa, alle Alpi e al Monviso; magari godendosi un’ottima cena nel ristorante più alto d’Italia, il Piano 35.

Foto Intesa San Paolo

La meravigliosa serra bioclimatica non ha solo una funzione estetica; è stata costruita per controllare la radiazione solare, ed eviatare quindi  la dispersione termica d’inverno e il trasferimento del calore all’interno dell’edificio d’estate; grazie alla sua presenza l’edificio risulta isolato e la temperatura è più controllabile.

Fotografia  di Enrico Cano

La serra è una “piccola” oasi verde nel gioiello tutto ecologico progettato da Renzo Piano che, grazie all’alimentzione di tipo idroelettrica e ai milleseicento metri quadrati di pannelli fotovoltaici installati sulla facciata sud, in condizioni di funzionamento normale non ha emissioni inquinanti.

Gli elementi strutturali sono costituiti da un nucleo, che contiene i vani per i diciassette ascensori e le scale, e uno scheletro portante, disposto secondo pianta di 7000 mq, che sostiene l’involucro esterno in alluminio e vetro.

Fotografie  di Enrico Cano

Alto ben 166 metri (è stato ridotto in altezza per non superare lo skyline storico della Mole Antoneliana) il grattacielo si trova su un’area adiacente alla stazione di Porta Susa (occupata fino agli anni settanta dal mattatoio civico e dal mercato del bestiame) e prevede una torre vetrata il cui piano terra diventa uno spazio pubblico permeabile, una grande hall che serve l’auditorium e dà accesso ai servizi. E’ dedicato ai cittadini del quartiere anche il parco  progettato da  Michel Corajoud, prtroppo scomparso nel 2014,  che si estende fino all’antistante Palazzo di Giustizia.

Insomma, Torino è bella e lo sarà sempre di più.

 

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