Riad

Voglia di estate e vacanze, nonostante il clima settembrino e piovoso che continua a tergiversare su Milano. Forse proprio per questo viene ancora più voglia di scappare e di andare lontano. Tra le tante mete possibili quest’anno mi piacerebbe respirare un po’ di oriente e soggiornare in qualche riad marocchino, dove design e tradizione s’incontrano.

Tra i più sorprendenti di Marrakesh vi è senza dubbio lHôtelil primo progetto nell’ambito dell’hotellerie firmato dallo stilista inglese Jasper Conran. Finiture di pregio, attenzione ai dettagli, l’Hôtel si configura come una vera oasi di tranquillità, dominato da felci, bouganville, palme e banani. Il progetto conserva la struttura e il carattere del riad originale del XIX secolo, restituendo un’atmosfera tradizionale rivisitata con un pizzico di modernità. Difatti le suite e le aree comuni presentano pavimenti con piastrelle in tadelakt, porte in legno intagliate, grandi caminetti incorniciati da archi islamici e finestre in ferro battuto impreziosite da arabeschi. Le tende bianche avvolgono i letti a baldacchino, mentre arredi imbottiti in stile classico sono affiancati a oggetti vintage, come lanterne islamiche e tappeti berberi scanditi dalle grandi strisce colorate. Delicato e nostalgico, come in un hotel anni Trenta.

Courtesy L’Hôtel

In stile berbero, con note contemporanee e country chic che si mescolano alle tradizioni costruttive locali, il Berber Lodge è un’oasi fuori dal tempo, per viaggiatori in cerca di pace e silenzio, tra ulivi secolari e fichi d’India. Progettato dall’architetto Romain Michel-Ménière, questo resort è un gioco di contaminazioni, un equilibrio sapiente tra artigianalità e design. Tra ceramiche di Tamegroute, tappeti berberi e stuoie adagiate a terra, si respira tutta l’essenza rustica e riarsa del Marocco, a cui però si aggiunge un tocco di modernità. Difatti si trovano strutture in terracotta e tadelakt, canne allineate sui soffitti, letti composti da giunchi intrecciati, paralumi in paglia, tende in cotone in sintonia con dettagli più contemporanei, come stampe in bianco e nero, scrivanie anni Cinquanta e le sedie Diamond di Harry Bertona di Knoll. Quando il design sofisticato si fonda con la tradizione, quella più ruvida e selvaggia.

Courtesy Berber Lodge

Infine terminiamo la rassegna con Selman Marrakech, un resort in stile moresco firmato da Jacques Garcia a pochi minuti dalla Medina. Gli esterni si tingono del tipico rosso mattone delle architetture di Marrakech, mentre all’interno l’eleganza dello stile impero incontra il gusto africano sotto forma di sedie ispirate a Napoleone III, intonaci color ebano, tappeti antichi e pareti decorate con il tadelakt o in stile zellige, quel modo di assemblare piccoli pezzi di terracotta smaltata in mosaici geometrici tipico dell’architettura del Maghreb. Ad impreziosire l’atmosfera ci pensano l’ametista, i broccati e i velluti, la luce e i colori della vegetazione e dell’acqua. Molto pittoresco.

Courtesy Selman Marrakech

E tu dove andrai in vacanza quest’estate? Spero che la magia del Marocco, tra modernità e tradizione, ti catturi come ha fatto con me. Come sempre raccontacelo nel nostro angolino Facebook.

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