Case che fanno stare bene 2020

Home Private Interior Case che fanno stare bene 2020

Quest’anno di tempo passato tra le mura domestiche, volenti o nolenti, ne abbiamo trascorso parecchio. E tutta la vulnerabilità e l’incertezza che la pandemia ha generato, tra le tante cose, ci ha portato a riflettere inevitabilmente sul significato e sul valore dello spazio casa. Forse dovremo rivedere alcune dinamiche per rendere le nostre dimore più accomodanti e funzionali alle esigenze e ai cambiamenti che la realtà impone. Forse dovremo investire maggiormente le nostre case di sentimento e stabilità, affinché possano davvero definirsi rifugi e non asettiche cellule abitative. Forse dovremo amarle di più, poiché per quanto provvisorie, temporanee, in affitto e di poco pregio siano, sono comunque il luogo che ci accoglie la sera e ci consente di spogliarci della nostra dimensione pubblica. La nostra casa è la custode delle nostre abitudini, dei desideri, dei bisogni, dei gusti e dei ricordi. E nonostante quest’anno sia stata costretta a implementare il suo spazio abitativo per abbracciare funzioni altre (consentendo la pratica dell’ home-office, home-fitness, play room,…), una casa funziona quando è empatica e ci fa stare bene.

Per concludere ti mostro alcune case, accoglienti e piene di colore, che sono state d’ispirazione e mi hanno fatto sorridere.

Elvaston Place, Londra – Michaelis Boyd

Foto di Gavriil Papadiotis

Una scala rosso vermiglio che galleggia nel living di una maisonette georgiana sapientemente restaurata da Michaelis Boyd. Siamo nel Borgo Reale di Kensington e Chelsea e questa splendida dimora riflette l’architettura vernacolare del luogo e accoglie all’interno la contemporaneità, tra classici pezzi d’arredo e un’eclettica collezione museale di oggetti e opere d’arte. Iconica è la scala, ispirata al galleggiante rosso Staircase-III di Doh Ho Suh, esposto al Tate Modern nel 2010. Invidiabile il cubo di vetro in cui è stato ricavato lo studio domestico. Chi non vorrebbe lavorare lì?

Sequence House, Madrid – Gon Architects

Foto di Rocio Romero Rivas

Firmata da studio Gon, questa casa nel centro pulsante del quartier Malasana esalta la giocosità e l’irriverenza, con spazi fluidi ed interconnessi e tinte squillanti. Un layout leggero, dove partizioni e porte scorrevoli rimpiazzano i rigidi tramezzi, in un susseguirsi di ambienti le cui funzioni si distinguono attraverso i colori.

Appartamento Premuda, Milano – Offstage

Foto di Simone Furiosi

Una residenza borghese anni 50, con una divisione obsoleta e poco funzionale degli spazi, una cucina sacrificata e una scarsa valorizzazione dei balconi, si è trasformata in un ambiente dinamico e multi connesso, fatto di arredi bespoke, colori audaci, materiali a contrasto dal forte impatto materico e sensoriale. Il merito è dello studio milanese Offstage.

Villa in Vaucluse, Marsiglia – Studio XM

Foto di Simone Bossi

Siamo nella campagna francese, dove un vecchio casolare prende nuova vita grazie all’architetto Timothée Mercier, titolare di Studio XM. Un’atmosfera monacale e uno stile rustico regolano l’intervento di restauro e le scelte d’interior: arredo e finiture sono state realizzate utilizzando materie e maestranze locali, le superficie strutturate e irregolari delle pareti sono merito del chaux, un tipico intonaco di calce. Il colore predominante è il bianco, che infonde luce e illumina gli ambienti silenziosi.

In copertina Appartamento Premuda, Offstage, foto di Simone Furiosi

Elena Magnani

Elena Magnani

Mi sono laureata in Architettura al Politecnico di Milano, e da allora ho lavorato in alcuni studi di progettazione in Italia e all’estero. Nell’interior design ho trovato la mia vera passione e ispirazione che mi ha portata a svolgere differenti esperienze lavorative in aziende del settore in qualità di consultant e A&D. Adoro viaggiare, scrivere e in generale sognare ad occhi aperti.

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