Best of Arch2018

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Ed eccoci nel 2019, nuovo anno, nuovi progetti (d’architettura e non solo). Ed è in questo modo che voglio inaugurare la sezione architettura del nostro blog: una rassegna delle migliori e più discusse architetture dell’anno appena conclusosi. Perché si sa, l’architettura da sempre è specchio di un epoca e della sua gente, promuovendosi come disciplina sensibile ai cambiamenti sociali e culturali del luogo in cui insiste. Pertanto non possiamo guardare avanti ed affrontare consapevolmente un novizio 2019, senza volgere prima lo sguardo a ciò che è accaduto nel 2018. Dunque ecco alcune architetture innovative, proiettate al futuro, ma che non hanno dimenticato cosa c’è alle loro spalle.

Zaha Hadid Architect – 520 West 28th, New York (USA)

Foto di Hufton + Crow

520 West 28th è il primo progetto di Zaha Hadid Architects a New York e si configura come un edificio imponente, che si confronta continuamente con il suo contesto. Con i suoi diversi livelli ben marcati riecheggia i tanti strati dello spazio pubblico sulla 28th Street e sull’incantevole High Line e con la sua facciata in acciaio testimonia il passato industriale di Chelsea.

MVRDV – The Imprint, Seoul (Corea del Sud)

Foto di Ossip

Un divertissiment architettonico , nonché un pezzo importante del nuovo polo turistico di Seoul. L’architettura liquida di MVRDV, The Imprint, è parte integrante del nuovo parco a tema della città chiamato Wonder Box. La totale rinuncia alla luce naturale negli interni dell’edificio ha permesso di studiare le facciate in maniera virtuosamente creativa. Il nome deriva difatti dalla tecnica di costruzione che ha fatto ampio uso di tecnologia di stampa 3D per modellare i pannelli in fibra di vetro e cemento che ricoprono la facciata. La sua apparenza scultorea si scioglie in linee astratte, rendendo sempre più ambiguo il confine tra architettura ed arte.

BIG – Homes for All, Copenaghen (Danimarca)

Foto di Rasmus Hjortshøj

Lo studio danese capitanato da Bjarke Ingels ha realizzato insieme all’associazione Lejerbo un sistema di 66 case popolari prefabbricate. Concepito come un muro poroso dai moduli alternati, l’edificio si curva dolcementeper creare una piazza pubblica posta sul lato sud e un cortile verde verso nord. All’interno le grandi finestre a tutta altezza garantiscono la luce naturale oltre alla vista sulla piazza principale con un confine labile tra dentro e fuori, tra privato e pubblico. Nonostante il budget limitato, si crea valore aggiunto per l’individuo e la comunità, con residenze dalle qualità spaziali e abitative elevate.

E a te cosa è più piaciuto di questo 2018? Come sempre scrivi nel nostro angolino Facebook.

In copertina 520 West 28th di Zaha Hadid

Elena Magnani

Elena Magnani

Mi sono laureata in Architettura al Politecnico di Milano, e da allora ho lavorato in alcuni studi di progettazione in Italia e all’estero. Nell’interior design ho trovato la mia vera passione e ispirazione che mi ha portata a svolgere differenti esperienze lavorative in aziende del settore in qualità di consultant e A&D. Adoro viaggiare, scrivere e in generale sognare ad occhi aperti.

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