Il Design dell’emozione

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E’ appena iniziata, presso la Somerset House sulla riva nord del Tamigi, la Biennale del Design di Londra 2018.

Il tema di questa seconda edizione è “Emotional States” (stati d’animo); gli artisti partecipanti, provenienti da quaranta differenti paesi, hanno allestito mostre e installazioni di design interattivo, che rivelano come il design influenzi le nostre emozioni e il modo in cui viviamo e che esplorerano l’intero spettro di emozioni classificate da Charles Darwin, nel suo lavoro del 1872: “L’espressione dei sentimenti nell’uomo e negli animali: Rabbia, Disprezzo, Disgusto, Paura, Felicità, Tristezza e Sorpresa.

Il tema è un’evoluzione della riflessione sul Gallup Global Emotions Report 2017, un’indagine basata su centoqurantanovemila interviste in centoquarantadue stati, che ha misurato sentimenti ed emozioni, valori che vengono di solito trascurati dagli indicatori economici tradizionali.

Il risultato è un entusiasmante laboratorio di idee che indaga l’importante relazione tra design, forti risposte emotive e reali esigenze sociali e a importanti domande.
In che modo il design può promuovere e sostenere il benessere? Oppure, al contrario, come può il design provocare e affrontare rabbia e stress? In che modo i design emotivamente durevoli possono ridurre l’impatto dei consumi e dei rifiuti? Quali sono le possibili conseguenze dei robot come macchine emotive? Il potente tema consente ai visitatori di mettere in discussione alcune delle grandi questioni del nostro tempo e di interagire con il nuovissimo lavoro di architetti, designer, scienziati, scrittori e artisti di fama mondiale in una mostra ampia e vibrante.

L’Italia è rappresentata dal progetto della Triennale di Milano intitolato L’Architettura degli Alberiuna selezione di 24 disegni basati sulla ricerca ventennale di Cesare Leonardi e Franca Stagi che vuole trasmettere l’importanza del legame uomo e ambiente attraverso il concetto di “restorative design”.

Fotografia di Francesco Boni, 2017

Anche la performance lettone ci è piaciuta molto, per la sua indagine sulla natura e il suo intimo rapporto con il design e lo sviluppo della tecnologia nel XXI secolo grazie all’installazione di una parete di condensazione in vetro che riflette l’umidità della capitale del paese di Riga e che consente ai visitatori di scrivere messaggi come forma di meditazione.
Il muro è abbinato a un pavimento in corteccia lettone e una panchina di betulla che fa riferimento alla silvicoltura del paese.

Fotografia di Ed Reeve, 2018

La robotica al servizio delle persone è invece l’ambito indagato dalla Norvegia con AV1, il primo robot in telepresenza che offre ai ragazzi con malattie a lungo termine la possibilità di frequentare la propria classe e la propria scuola continando a mantnere la loro vita sociale.

Nel 2015, Karen Dolva ha appreso da un amico che aveva lavorato per un breve periodo in un reparto pediatrico in ospedale della solitudine che affligge i bambini durante le degenze ospedaliere a lungo termine. La conversazione ha ispirato la signora Dolva, che all’epoca lavorava come consulente digitale, a studiare gli effetti dell’isolamento sociale sui ragazzi.

In poche settimane, lei e due colleghi del settore tecnologico, Marius Aabel e Matias Doyle, hanno formato No Isolation, una start-up tecnologica che mira a sviluppare soluzioni tecnologiche per problemi sociali come la solitudine.

Alla London Design Biennale, l’installazione norvegese include la versione più recente dell’AV1 dell’azienda, un’unità desktop progettata per assomigliare ad un robot, che può connettere uno studente malato alla classe.

L’unità non ha intelligenza propria. La sua custodia in plastica bianca copre una fotocamera, un microfono e un altoparlante che uno studente può utilizzare da uno smartphone o un tablet. I motori posizionati in modo speciale consentono alla telecamera nella testa dell’unità di scansionare l’aula a 360 gradi o di inclinare la testa verso l’alto per affrontare un insegnante o uno studente durante la conversazione (c’è anche una funzione “sussurro” che consente allo studente di impegnarsi in uno scambio silenzioso con compagni di classe vicini).

Sempre questo mese, dal 15 al 23, ritornerà anche il London Design Festival: giunto alla 16esima edizione si conferma il più importante appuntamento britannico per il design internazionale che coinvolgerà tutta la città con performance, inaugurazioni, anteprime di prodotti, mostre ed installazioni e renderà Londra, se possibile, ancora più cosmopolita.

Bentornato autunno!

In copertina HousEmotion di Tabanlıoğlu Architects – Turchia

Samantha Oliva

Samantha Oliva

Mi sono laureata al Politecnico di Milano e da allora ho sempre lavorato nell’ambito dell’interior design e dell’arredo progettando case, uffici e showroom. Amo abbinare colori, materiali e texture, viaggiare e leggere. Bevo troppo caffè.

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