Into the Wild – dimore isolate

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Non mi riferisco al best seller di Jon Krakauer, bensì a quelle dimore isolate, immerse nella natura, lontane dalla frenesia della vita metropolitana. Case situate nelle terre (più o meno) estreme. Ve ne presentiamo alcuni esemplari, ben progettati e molto suggestivi.

La prima casa si trova in Sudafrica ad un centinaio di chilometri da Città del Capo, nella valle del fiume Buffels. Si tratta di una casa vacanze realizzata dallo studio Saota Architects, dedita al divertimento e al relax, da cui deriva un mix eclettico di arredi semplici e confortevoli con tonalità neutre, enfatizzati dal contrasto con tappeti marocchini dai colori squillanti. Il rivestimento delle sedute con pelli morbide, l’uso sapiente del bianco e del legno e tessuti con trame geometriche creano un immediato senso di pace e tranquillità. L’inserimento e l’integrazione nel progetto di elementi vegetali tipici della tradizione indigena, come il Milkwood, Coral tree e Waterberry, fanno di questa casa una residenza iconica e fedele allo stile e alla tradizione locale.

Via saota.com

In Messico nella Valle de Bravo sorge L House, una casa vacanze progettata per mano di Dellekamp Arquitectos. Si tratta di una casa a patio che integra al suo interno la vegetazione preesistente. Data la sua distribuzione gli ospiti godono di una totale privacy ed indipendenza, lasciando la zona living come fulcro aggregativo, enfatizzato dalla presenza del camino sospeso. I rivestimenti lignei di pareti e soffitti e gli arredi composti e rivestiti in materiali naturali rendono questa dimora perfettamente integrata e in armonia con il contesto ambientale circostante.

Via dellekamparquitectos.com

La terza casa weekend che vi presentiamo è lo Chalet Forestier situato sul monte Frelighsburg, in Québec. Progettato dallo studio canadese Atelier Barda  questa dimora è stata realizzata con materiali low cost, a partire dal legno lamellare a strati incrociati. L’orizzontalità della sua volumetria è accentuata dall’involucro total black e dalla sequenza di pilastri che fungono anche da frangi sole. All’interno gli ambienti domestici sono luminosi e riscaldati da un interior minimale, con tocchi rustici e dal sapore vintage, come la stufa e il tavolo di Eero Saarinen per Knoll, in contrasto con l’acciaio inox e pavimento in micro resina della cucina open space. Lo spazio più suggestivo è senza dubbio la sala da pranzo con deposito della legna a vista che riveste un’intera parete. Molto particolare.

Via atelierbarda.com

Nonostante l’isolamento e le condizioni ostili ed avverse queste case, e i loro abitanti, sopravvivono. E voi ci vivreste immersi nella natura lontano dalla civiltà?

 

Elena Magnani

Elena Magnani

Mi sono laureata in Architettura al Politecnico di Milano, e da allora ho lavorato in alcuni studi di progettazione in Italia e all’estero. Nell’interior design ho trovato la mia vera passione e ispirazione che mi ha portata a svolgere differenti esperienze lavorative in aziende del settore in qualità di consultant e A&D. Adoro viaggiare, scrivere e in generale sognare ad occhi aperti.

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