La Vita in Casa

E’ stata presentata ad Älmhult, in Svezia, all’headquarter di Ikea, il Life at Home Report 2018, una ricerca internazionale che cerca di comprendere come oggi, nel mondo, si vive la propria casa. Quest’indagine fenomenologica dell’abitare vuole capire come le persone si sentono, come si comportano, ciò con cui quotidianamente si scontrano dentro le mura domestiche, nell’obiettivo di migliorare la qualità della propria vita.  Per la riuscita di questo Report, tra interviste, sondaggi, chat sui social e visite personali, sono state coinvolte più di venti mila persone di differente età e sono stati analizzati ventidue paesi diversi, per comporre un panorama il più possibile variegato.

Si è concentrata l’attenzione in particolare su quattro dimensioni che connotano la dimora nel suo essere: lo spazio (la propria casa), il luogo (il quartiere in cui è sita la propria casa), le cose (gli oggetti che si possiedono) e le relazioni (le persone con cui si convive). L’interazione tra queste quattro dimensioni porta inevitabilmente a dei conflitti, così riassumibili:

1. Il mito del minimalismo

Via mamanager.it

L’ansia di fare spazio e la logica del less is more contro l’importanza di oggetti con un valore affettivo. A livello globale, il 27% delle persone ritiene infatti che la società faccia pressione affinché si viva con meno cose, mentre il 49% sostiene che la principale causa delle discussioni domestiche sia dovuta alle diverse percezioni di accumulo di oggetti fra conviventi. Talvolta acquistare cose il cui valore è legato alle esperienze vissute porta a considerare gli oggetti in modo più obiettivo e a gestire meglio ciò che si possiede.

2. Il bisogno del proprio spazio

Via ikea.com

Difficile è ritagliarsi il proprio spazio, specialmente se a vivere sotto lo stesso tetto sono più persone. Negoziare ciò che è tuo e ciò che è mio, esigere uno spazio per sé, non invadere lo spazio altrui, convivere e sapere gestire lo spazio e le cose degli altri. Tutte battaglie molto stressanti. Un segreto per ridurre i conflitti potrebbe essere quello di attribuire alle cose e agli spazi un valore condiviso.

3. La presenza mentale in casa

Via clickinmoms.com

Spesso siamo fisicamente presenti in casa, ma con la mente siamo fuori. Al contrario possiamo essere fisicamente fuori, ma non riusciamo ad assentarci da casa col pensiero. La vera presenza si riconosce da come ci si esprime, da come si interagisce con gli altri e dai tipi di attività che si svolgono in casa. Fondamentale per sentirsi veramente a casa è ricreare un’ambiente accogliente, ospitale, hygge, dove tutti gli abitanti vengono coinvolti e si sentono liberamente e sinceramente se stessi.

4. L’influenza della tecnologia

Via ikea.com

Più di un terzo delle persone contattate afferma di essere entusiasta che la tecnologia sia entrata dentro casa, perché può migliorare la connessione con le persone con cui si vive. Ma se per alcuni la tecnologia può offrire rapporti più profondi, un altro 33% ritiene che sia difficile farne un uso sapiente e moderato dentro casa. Al momento c’è ancora molta strada da fare per trovare il giusto equilibrio nell’interagire con la tecnologia e far sì che questa sia un ausilio e non un ostacolo alle relazioni umane.

5. La casa work in progress

Via ikea.com

Le persone sono consapevoli del fatto che la loro casa è una storia infinita. C’è chi farebbe tutto e subito, per non pensarci più. Chi vorrebbe, ma esita a iniziare per paura di non finire. E ancora c’è chi non riesce a capire come gestire i propri spazi mentre si apportano le modifiche desiderate. Tuttavia il vero comfort domestico è quello che riflette i bisogni presenti ed imminenti delle persone, non quelli passati o futuri.

Le case migliori dunque non sono mai veramente finite. Sono ordinate, ma piene delle cose che amiamo. Sono quelle in cui si negoziano apertamente gli spazi e le cose personali. Sono case che abbracciano la tecnologia ma non lasciano che essa intralci le relazioni. Sono quelle dove ci sentiamo presenti, a noi stessi e per gli altri. Queste sono le case come dovrebbero essere.

 

 

 

 

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