Peggy Guggenheim

Si è sempre dato per scontato che Venezia sia la città ideale per una luna di miele ma non solo, è un grave errore:
vivere a Venezia, o semplicemente visitarla, significa innamorarsene e nel cuore non resta più posto per altro.

Peggy Guggenheim

Settant’anni dopo, la collezione Peggy Guggenheim ricorda la prima mostra della sua fondazione alla XXIV Biennale di Venezia presso il padiglione greco. E il museo celebra il momento inaugurando, lo scorso maggio, la mostra 1948: la Biennale di Peggy Guggenheim che, grazie all’esposizione di documenti, fotografie, lettere ed una maquette, ricostruisce gli spazi e l’allestimento originario del ’48 progettato dall’veneziano Carlo Scarpa, che collaborerà con la Biennale da allora e fino al 1972.

Lionello Venturi, Carlo-Scarpa e Peggy-Guggenheim,1948. Solomon-R.Guggenheim Museum Archives NewYork

La partecipazione della collezionista americana alla Biennale del 1948, la prima dopo la conclusione del secondo conflitto mondiale, fu una tappa fondamentale nella storia dell’arte italiana; oltre ad essere la prima esposizione pubblica di una collezione privata di arte moderna in Italia dopo due decenni di regime dittatoriale, fu anche la prima presentazione della collezione in Europa dopo la chiusura della galleria newyorkese Art of This
Century (1942-’47) e il trasferimento di Peggy a Venezia.

Peggy Guggnheim a Venezia

Fu proprio in quell’anno che la Biennale, fondata già nel 1895, iniziò a ritagliarsi un ruolo importnte nella scena dell’arte moderna e contemporanea internazionale, e l’esposizione di Guggenheim fu un avvenimento senza precedenti. Sino ad allora non fu mai esposta, nel Vecchio continente, una raccolta così rappresentativa di tutte le scuole artistiche, dal Cubismo, al Futurismo continuate poi con il Dadaismo, il Surrealismo e l’Espressionismo astratto.

Di fatto, pur annoverando gli italiani Giacomo Balla, Gino Severini, Giorgio de Chirico e Massimo Campigli, la collezione raggruppava in sé i nomi più rappresentativi dell’arte astratta e surrealista, quali Jean Arp, Costantin Brancusi, Alexander Calder, Max Ernst, Alberto Giacometti, Kazimir Malevich, Antoine Pevsner, senza dimenticare i molti artisti americani, da William Baziotes a Jackson Pollock, da Mark Rothko a Clyfford Still, mai esposti al di fuori degli Stati Uniti e qui presenti per la prima volta.

Peggy Guggenheim al padiglione greco, 1948 Solomon R.Guggenheim Foundation Venice, immagine Archivio Camer.

Esponendo l’arte contemporanea dell’epoca, la collezione di Peggy Guggenheim si allineava perfettamente con le aspirazioni della Biennale di offrire una visione il più ampia possibile sullo scenario artistico post-bellico, esponendo centotrentasei opere, una ventina delle quali saranno in seguito donate a vari musei nel mondo, tra cui il Museo d’arte di Tel Aviv, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, il Museum of Modern Art di
San Francisco, il Museum of Art, Rhode Island School of Design, il Museum of Art dell’Università dell’Iowa e l’ Art Museum di Seattle.

Sempre in concomitanza con il settantesimo anniversario dell’esposizione della collezione di Peggy Guggenheim alla Biennale di Venezia, nelle sale di Palazzo Venier dei Leoni saranno straordinariamente esposte, per la prima volta negli ultimi vent’anni, tutte e undici le opere di Jackson Pollock, oggi appartenenti alla collezione di cui cinque erano in mostra nel Padiglione del ’48 insieme agli altri capolavori delle avanguardie storiche.

Jackson Pollock e Peggy Guggenheim

1948: la Biennale di Peggy Guggenheim
a cura di Gražina Subelytė
25 maggio – 25 novembre 2018
PGC, Project Rooms 

Collezione Peggy Guggenheim
Dorsoduro 704 – 30123 Venezia

 

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