Winery – le più belle cantine vinicole

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Non solo cantine vinicole, ma veri e propri capolavori archiettonici perfettamente integrati nel paesaggio circostante: delle cattedrali votate alla produzione, alla conservazione e alla degustazione di vini che si aprono al pubblico fino a diventare musei e ristoranti e che ti faranno venire voglia di andare a visitarle anche solo per una degustazione.

La prima cantina che ti presentiamo è stata progettata da Archea Associati per la famiglia Antinori a Bargino di San Casciano in Val di Pesa, provincia di Firenze; costruita tra i 2004 e il 2013 si tratta di una vera opera di valorizzazione del paesaggio che diventa uno degli elementi principali del progetto.
Per proteggere e valorizzare il contesto è stata immaginata una struttura integrata nella terra e nella vigna estesa persino sotto il livello del suolo.
Anche i materiali di costruzione, il cotto, il legno, il corten e il vetro, si integrano perfettamente nella natura circostante e diventano protagonsti cromatici.
Le scelte progegttuali fatte dalla firma italiana hanno portato a realizzare una struttura praticamente invisibile dall’esterno, a parte per le due fenditure orizzontali che permettono il passaggio della luce inquadrando il paesaggio e per la monumentale scala elicoidale che collega i tre piani dell’edificio. Tutto intorno, e sopra, crescono i vigneti, coltivati con la varietà tipica del Chianti Classico.

Via Archea Associati

Se passerai da quelle parti puoi prenotare una visita in cantina e prenderti una pausa gourmet sul tetto, dove  si trova il ristorante “Rinuccio 1180” dedicato a Rinuccio degli Antinori, capostipite della famiglia. Nel ristorante, oltre a degustare i vini dell’etichetta, potrai pranzare con piatti tipici della cucina toscana.

Di diversa concezione è invece la Cantina progettata da Herzog & De Meuron, completata nel 1998, sede dell’azienda vinicola della famiglia Moueix nel Napa Valley, le cui facciate sono costituite da gabbie con rete d’acciaio, riempite di pietre di basalto irregolari raccolte nel vicino American Canyon la cui granulometria  diminuisce al salire della facciata, permettendo alla luce di filtrare permettendo all’edificio quasi di “smaterializzarsi” alla sua sommità rendendo il progetto davvero poetico.
La luce, infatti, fiottando attraverso i massi, disegna texture imprevedibili, creando dei brise-soleil naturali.
Le vere chiusure verticali sono una combinazione di pannelli di calcestruzzo prefabbricato e carpenteria in acciaio, tutto quanto a vista. Dietro le pietre, nei punti più strategici dove la luce deve entrare a rischiarare l’interno, è presente il vetro, con infissi apribili per permettere l’areazione e la pulizia.
Nonostante i tagli operati nella mole massiccia della costruzione però il  linguaggio rimane quello razionalista:  il profilo è pulito e e rigoroso, gli elementi vengono ripetuti senza però impedire la sperimentazione formale.
In effetti H&DeM per primi, parlando dei loro progetti, sanno che la forza dei loro edifici è: l’immediato e viscerale impatto che hanno sul visitatore.

Via Herzog & De Meuron

E’ invece un ampliamento, conclusosi nel 2015, quello a cui si è dedicato Norman Foster per la tenuta Chateau Margaux, nella regione di Bordeaux, in Francia. Per il secondo progetto di cantina della firma (il primo, nel 2010 con la cantina Faustino in Castilla y Leon) oltre che con il meraviglioso paesaggio circostante il progetto ha dovuto coniderare anche il contesto costruito, un castello neoclassico costruito nel 1810 e un complesso industriale disegnato intorno a una grande corte, che ospita gli ambienti della cantina e l’orangerie.

Dice l’architetto Foster che “questo progetto è stato ispirato dal carattere della tenuta esistente e da ciò che Bernard Rudofsky definì architettura senza architetti – l’architettura vernacolare che abbraccia tutto, dai mulini a vento ai ponti, e la meravigliosa eredità del “grande fienile; sono stato affascinato da questa tradizione anonima sin dai tempi dei miei studi”.

In effetti l’edificio è completamente a suo agio nella struttura esistente grazie alla struttura metallica composta da una serie di pilastri dall’esile e sinuosa foggia di alberi, i cui rami si prolungano in una griglia a moduli triangolari che sorreggono l’ampio tetto a quattro falde. Copertura ispirata, per forma e rivestimento, a quello dell’attiguo complesso ottocentesco, da cui si differenzia in altezza in modo da sfruttare la ventilazione naturale che si crea sotto la copertura. Lo spazio è organizzato su due livelli, quello al piano terra rivestito in legno ospita la cantina; quello superiore di rappresentanza è vetrato sui fronti nord e sud e nasce come un belvedere sull’intera tenuta. Il tetto si apre al sole del mattino con alcuni elementi vetrati inseriti quali pozzi di luce.

Via Fosters and Partners

Negli ultimi anni si è andata sempre più sviluppando la filosofia dell’enogastronomia di quaità, e queste sono solo alcune delle cantine che ne sono scaturite. Alla cultura del vino si sono dedicati altri architetti altrettanto importanti tra cui Renzo Piano che ha progettato la cantina  La Rocca in Italia; Mario Botta con le sue cantine in Svizzera Francia ed Italia; Zaha Hadid, con il suo Wine Pavilion in Spagna; Steven Holl con il suo Visitor Center dedicato al Vino in Austria, e Frank Ghery per la sua città del vino in Spagna., e tanti altri ancora in giro per il mondo.

In attesa di fare la seconda parte del giro, puoi iniziare ad ammirarle nel nostro angolino Pinterest.
Ti aspettiamo!

 

Samantha Oliva

Samantha Oliva

Mi sono laureata al Politecnico di Milano e da allora ho sempre lavorato nell’ambito dell’interior design e dell’arredo progettando case, uffici e showroom. Amo abbinare colori, materiali e texture, viaggiare e leggere. Bevo troppo caffè.

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