[Stile del mese] Millennial Vintage

Tutto ci parla del passato. Anche di quello più recente, quello personale, quello dei ricordi d’infanzia. Quello delle case delle nonne di cui respiriamo ancora il profumo. Il passato è presente nei nostri ricordi e quindi anche nelle nostre case. Ecco perché adoro lo stile vintage ( di cui ti avevo parlato qualche tempo fa), perché è rassicurante. Oggi più che mai, in tempi di crisi e sostenibilità, vintage è anche sinonimo di riuso, upcycling, riutilizzo creativo che mira a dar nuova vita a materiali dismessi e prodotti di scarto, valori molto più potenti della semplice passione per la storia recente. Tra mercatini, garage sales e gallerie come Nilufar, Spazio 900 e Robestaebasta è possibile ritrovare il fascino di vecchi arredi, concependo l’interior come una dinamica contaminazione di epoche, stili e culture. Difatti le cose non finiscono, cambiano veste e rinascono, afferma Nicoletta Gatti, arredatrice e designer milanese che raccogliere e trasforma poltrone, tessuti e oggetti attraverso un sapiente restauro nell’ambito del progetto da lei stessa ideato Renaissance Rehab.

Foto di Caterina Pilar Palumbo

Spesso e volentieri il vintage però strizza l’occhio al contemporaneo, creando ambienti eclettici, con un linguaggio espressivo che sposa pezzi di design con antiquariato e modernariato. Questo approccio è molto amato dai millennials, poiché consente sperimentazioni e accostamenti bizzarri pur mantenendo visibile il valore della memoria.  Un modo per attualizzare oggetti vintage è giocare col colore: nella casa reggiana ristrutturata da Stefano Lodesani per esempio i toni attualissimi del verde salvia e del celeste pallido fanno da sfondo a specchi d’epoca, lampade, librerie e sedute Thonet, tranne all’ingresso dove domina il bianco. Il tavolo da pranzo è firmato dai fratelli Bouroullec per Hay.

Foto di Fabrizio Cicconi

In cucina il sapore d’antan è affidato al il frigorifero free-standing FAB28 di Smeg 50 Style, disponibile in diverse nuance è perfetto per riportarci subito negli anni ’50, quando il congelatore era un solo sportello, nella parte alta dell’elettrodomestico. Per un tocco più industrial consiglio il contrasto con elementi in acciaio, quali cappe, stoviglie appese, piani di lavoro e accessori.

Via lausnotebook.com

Nella sala da pranzo basta un forte contrasto tra tavolo in scuro legno massello, un po’ Art Decò, come l’esemplare di Patrick Keesey e le sedie francesi di Guillerme et Chambron per una villa di Los Angeles progettata da Kelly Bergin e il candido total white.  Le lampade con paralumi in gesso sono di Rose Uniacke, mentre lo scaffale inclinato mette in evidenza l’arte di Beverly Buchananan, Emily Sundblad e Patricia Iglesias.

Foto di Tim Williams

Talvolta il vintage è un linguaggio espressivo proprio anche di elementi di nuova produzione, come i comodini e le lampade da soffitto progettate dallo studio spagnolo Masquespacio in perfetta sintonia con il millennial pink e le geometrie delle pareti.

Foto di Luis Beltran

Un bagno vintage ha dettagli inusuali, come questo progettato da Stefania Micotti che riprende alle pareti i toni dell’antique moss e piastrelle bianche quadrate che ricordano le metropolitane londinesi e il lavandino è appoggiato sopra un vecchio oli tank.

Via stefaniamicotti.net

Dobbiamo andare avanti e guardare al futuro, ma con la consapevolezza del valore racchiuso nella nostra memoria e negli oggetti che la rappresentano.

In copertina Lounge Hostel, Masquespacio – Foto di Luis Beltran

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