Museum of the Future Dubai

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A Dubai in occasione dell’Expo 2020 si sta realizzando un progetto ambizioso, che si pone come fucina del sapere e di idee innovative. Si tratta del Museum of the Future, 30.000 mq di superficie, interamente parametrico, sviluppato cioè grazie a migliaia di dati e variabili, la cui realizzazione sarebbe stata impossibile senza il supporto della tecnologia Bim Building Information Modeling.

Il museo è stato concepito dallo studio di architettura Killa Design e realizzato con il supporto tecnico di progettazione e costruzione dello studio BuroHappold Engineering del Regno Unito, consulente tra i tanti anche del Louvre Abu Dhabi di Jean Nouvel (da cui si vedono 7850 stelle, come ti avevo parlato qualche tempo fa). Il museo si configura con un’inusuale forma di anello rovesciato, composto da volumi pieni e volumi vuoti che allegoricamente rappresentano rispettivamente la conoscenza e l’ignoto. Con questo concept, l’intero processo è stato progettato in Autodesk Revit realizzando un modello 3D che simultaneamente ha condotto lo studio, la realizzazione e l’assemblaggio della struttura del telaio in acciaio, di elementi meccanici, elettrici e idraulici, ottimizzando e riducendo del 65% le rilavorazioni in loco grazie all’accurato processo computazionale e di costante analisi di dati e parametri.

La facciata si compone di 890 pannelli in acciaio inossidabile e polimero rinforzato con fibra di vetro, uno diverso dall’altro. La luce penetra all’interno grazie a dei fori incisi sui panelli che nel loro insieme riportano frasi, citazioni e poesie scritte dal sovrano di Dubai Sheikh Mohammed Bin Rashid Al Maktoum. Per determinare la posizione e le dimensioni finali dei caratteri dell’alfabeto arabo e trovare così l’equilibrio ottimale tra la quantità di luce naturale, il calore solare e il condizionamento dell’aria, è stato utilizzato uno scripting parametrico. Questo ha permesso di ottenere una riduzione del 45% nel consumo di acqua e un risparmio totale di energia del 25% e, di conseguenza, la certificazione LEED Platinum, conferita a quegli edifici eco sostenibili che svolgono determinate prestazioni e che soddisfano determinati requisiti in termini di risparmio energetico ed idrico, riduzione delle emissioni di CO2, miglioramento della qualità ecologica degli interni, materiali e risorse impiegati, la gestione dei rifiuti, il progetto e la scelta del sito.

 

Ma quali saranno le tematiche che tratterà il Dubai Museum of the Future? Ci saranno interi piani dedicati ai cambiamenti climatici dove si spiegherà per esempio l’effetto del riscaldamento globale sugli ecosistemi e il tema della raccolta di energia solare nello spazio e verranno utilizzate tecnologie immersive di realtà aumentata e la realtà virtuale per raccontare l’evoluzione. L’apertura del museo è prevista durante l’Expo mondiale che sarà inaugurata il 20 ottobre 2020.

Tutte le foto via killadesign.com
In copertina Museum of the Future – Foto via BuroHappold.com

Elena Magnani

Elena Magnani

Mi sono laureata in Architettura al Politecnico di Milano, e da allora ho lavorato in alcuni studi di progettazione in Italia e all’estero. Nell’interior design ho trovato la mia vera passione e ispirazione che mi ha portata a svolgere differenti esperienze lavorative in aziende del settore in qualità di consultant e A&D. Adoro viaggiare, scrivere e in generale sognare ad occhi aperti.

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