Privacy – il proprio spazio in casa

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L’anno scorso avevo parlato del Report redatto da Ikea Life at Home 2018, in cui si cercava di comprendere come oggi, nel mondo, si vive la propria casa, indagando le relazioni tra le sinergie e dimensioni che connotano la dimora nel suo essere.  Quest’anno il focus del Report Life at Home 2019 è il potere della privacy.

Nel mondo di oggi, la privacy a casa è non solo un bisogno emotivo, bensì una necessità, un diritto che a volte può sembrare impossibile da ottenere. Nella frenesia quotidiana è spesso difficile trovare abbastanza tempo e spazio per se stessi. I fattori che ostacolano la privacy talvolta riguardano il contesto dove viviamo, le dimensioni della nostra dimora, le persone con cui la condividiamo e i nostri ruoli in casa. Tuttavia l’accesso alla privacy è un problema più legato alle persone che al luogo: difatti pretendere la privacy può sembrare imbarazzante, antisociale e talvolta semplicemente maleducato. Ecco allora che ci rifugiamo dietro libri, cuffie, schermi e la privacy la ricreiamo in silenzio, senza richiederla espressamente. Quello che è emerso da questa ricerca è che la privacy apporta benefici positivi, sia in casa che fuori, pertanto è fondamentale riformulare il modo in cui la consideriamo, rendendola parte integrante della nostra vita a vantaggio del nostro benessere generale. Difatti abbiamo bisogno della privacy per ricaricarci, conoscerci e crescere come persone.

La privacy dunque arricchisce le nostre relazioni, la creatività personale e il benessere. Ma come raggiungerla? Se si vive in un piccolo appartamento con altre persone, se si hanno bambini, se si lavora in ambienti affollati come possiamo ritagliarci spazio e tempo per noi stessi? I percorsi per trovarli sono innumerevoli e l’opportunità di downtime è disponibile in diverse le forme e dimensioni.

Sulla base di un framework creato dal professore Alan Westin nel 1967, sono stati delineati quattro diversi tipi di privacy, rilevanti allora come oggi:

  • la solitudine: quando sei completamente solo, in uno spazio lontano dalle intrusioni, forse facendo qualcosa per rilassarti e rigenerarti come un bagno caldo, un buon film o una bella lettura…
  • la riserva: una forma di privacy trovata quando sei fisicamente nello stesso spazio degli altri, ma mentalmente in un posto completamente diverso. Come quando si vola con la fantasia e l’immaginazione.
  • l’intimità: spesso i momenti privati ​​sono condivisi con altri, non solo nei momenti di passionalità con il proprio compagno/a, ma anche in una serata con gli amici o nei giochi con i bambini.
  • l’anonimia: la privacy anonima può avvenire solo al di fuori di casa tua, dove nessuno ti conosce. Perfetto quando vai a fare una passeggiata, lavori in una biblioteca, visiti una mostra, fatichi in palestra o passi al setaccio intere boutique. Per me l’attività in assoluto più individuale in mezzo a tante persone è lo shopping sfrenato.

Pertanto non devi fuggire da una casa occupata o aspettare fino a quando non sei completamente solo, per un po ‘di tempo per te. Con il giusto approccio, è possibile ritagliare spazi privati ​​per momenti privati, anche in una casa affollata e in spazi ridotti. Prova, non potrai che esserne felice.

Tutte le foto via ikea.com

Elena Magnani

Elena Magnani

Mi sono laureata in Architettura al Politecnico di Milano, e da allora ho lavorato in alcuni studi di progettazione in Italia e all’estero. Nell’interior design ho trovato la mia vera passione e ispirazione che mi ha portata a svolgere differenti esperienze lavorative in aziende del settore in qualità di consultant e A&D. Adoro viaggiare, scrivere e in generale sognare ad occhi aperti.

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