Partiamo dai fondamentali: i Colori

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Tra tutti gli elementi presenti in un ambiente domestico, il colore è quello che più di altri influisce sulla sua percezione. Per questo è importante orientare le nostre scelte verso tonalità che ci dispongano nello stato d’animo giusto, anche in base alla destinazione d’uso della stanza e all’architettura del volume, non solo secondo i propri gusti.
La mia intervista su Cose di Casa nella pubblicazione di ottobre 2021.

Quanto incide il colore sulla definizione dell’armonia e dell’equilibrio degli ambienti domestici?

Il colore è un elemento di progettazione fondamentale nell’interior design: ha il potere di cambiare completamente la nostra casa e di influenzare inconsciamente il nostro benessere psicofisico. Il colore ci permette di deformare lo spazio in base alle nostre necessità (ridurre o aumentare la percezione dell’altezza o della profondità di una stanza, per esempio), di creare una particolare atmosfera e di dare carattere ad un ambiente, attraverso l’arredo, i complementi, gli accessori, le luci o gli elementi architettonici.

Quali tinte sono adatte rispettivamente per living, ingresso e camera?

Ogni sfumatura provoca effetti psicologici positivi o negativi ed impatta sul nostro comportamento: ad incidere sono la quantità e le proporzioni dei colori impiegati, il contesto e lo spazio funzionale in cui sono collocati. Per il living: blue navy o verde eden, che sono profondi e molto eleganti; decisi e rotondi, danno personalità all’ambiente e si abbinano facilmente a legni e metalli quali rame e ottone. Per l’ingresso: nuance vitaminiche, brillanti e vivaci, che trasmettono positività, come il giallo Illuminating (colore dell’anno 2021), se però s’inserisce bene nella casa. Per la camera: light blue o un azzurro ceruleo che, mentalmente riposanti, inducono calma e serenità e stimolano la fantasia e il pensiero creativo. Per un’atmosfera più femminile, una tonalità candy e romantica come il rosa pesca, il rosa antico o il lavanda.

In tema di home working, quale tinta è preferibile per un efficace angolo “riposa-vista”?
Penserei ad un verde tenue e soft, desaturato e opaco, rilassante ma anche fresco e tonificante, che inviti alla riflessione. Come il celadon, il salvia o il desert sage.

 

In un ambiente è meglio utilizzare una sola tinta o differenziare le pareti con più colori?

I total look sono impegnativi e monotoni, per cui suggerisco di mixare più colori tra loro all’interno di in un ambiente, in modo da renderlo dinamico ed estremamente personale, attraverso wallpaper audaci, varietà di tessuti e materiali, e complementi d’arredo eclettici. Tuttavia per non eccedere (e non rischiare accostamenti stonati), consiglio di mantenere una tinta base predominante, possibilmente chiara e naturale, come il white sand, il greige o il taupe. Per quanto riguarda i colori fluo, li utilizzerei a piccole dosi, per esempio per evidenziare spazi distributivi come corridoi e scale e dettagli quali zoccolini, architravi o portali.

In copertina foto di Daniel Roe

Elena Magnani

Elena Magnani

Mi sono laureata in Architettura al Politecnico di Milano, e da allora ho lavorato in alcuni studi di progettazione in Italia e all’estero. Nell’interior design ho trovato la mia vera passione e ispirazione che mi ha portata a svolgere differenti esperienze lavorative in aziende del settore in qualità di consultant e A&D. Adoro viaggiare, scrivere e in generale sognare ad occhi aperti.

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